Disposizioni Ministeriali sulla sanificazione ambientale

A seguito dell’emergenza Covid-19 e la graduale riapertura delle attività lavorative, viene ribadito nella maggior parte delle norme e circolari Ministeriali e Regionali la necessità di garantire condizioni igieniche adeguate in tutti gli ambienti, sia domestici che lavorativi.

In riferimento al DPCM del 26 Aprile 2020, nell’attuale situazione di emergenza pandemica, ogni persona è quindi chiamata ad applicare le misure di prevenzione raccomandate, al fine di limitare la diffusione del virus. Tali misure, già descritte nei documenti prodotti dal Ministero della Salute e dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità), si concretizzano nei comportamenti da seguire per l’intera popolazione.

All’interno degli spazi comuni pubblici vengono affissi dei volantini ed esposte delle brochure con indicati tutti i comportamenti da seguire, vanno mantenute le distanze interpersonali di sicurezza tra i lavoratori e i clienti, bisogna indossare una mascherina chirurgica (come del resto normato dal DL n.9 (art 34) in combinazionr con il DL n.18 (art 16 c.1) (…)

Nella fase di transizione, però, va considerato il rischio di una riattivazione di focolai nei luoghi di lavoro: non bastano solamente i comportamenti sopra citati, bisogna quindi mettere in atto ulteriori azioni volte a contrastare la diffusione del virus.

Il Ministero della Salute e L’INAIL (Istituto Nazione Assicurazione Infortuni sul Lavoro) , a tal proposito, raccomandano che i luoghi vengano sanificati costantemente, e non in maniera occasionale. Nel concreto: se entriamo in un negozio, il professionista del settore (parrucchiere, barista etc…) prima di servirci è obbligato a sanificare l’area, pena la multa o la denuncia, anche penale, in caso di contagio. 

Analizzando la situazione, a prescindere da ciò che, giustamente, impone la legge, facciamo una considerazione: andremmo mai in un negozio se non fossimo sicuri che lo stesso proprietario, o chi per lui, abbia sanificato la zona dopo aver servito il cliente antecedente a noi?

Io credo proprio di no

I prodotti che vantano un’azione disinfettante battericida, virucida o una qualsiasi altra azione volta a distruggere, eliminare o rendere innocui i microrganismi, sono i prodotti PMC (Presidi Medico-Chirurgici). C’è da considerare però che prima della loro immissione in commercio, devono essere preventivamente autorizzati a livello nazionale o europeo. 

Per avere una certificazione PMC ci vogliono almeno due anni.

Cosa fare?

I prodotti efficaci in questo specifico momento di emergenza sanitaria dovrebbero essere i PMC, ma non necessariamente. 

Innanzitutto, c’è da fare una distinzione tra igienizzazione, disinfezione e sanificazione. Apparentemente potrebbero sembrare tutti sinonimi, ma così non è:

  • Igienizzazione: il termine “igienizzare” significa rendere igienico, ovvero pulire una superficie o un oggetto eliminando i batteri e le sostanze nocive presenti con l’obiettivo di renderlo più igienico

  • Disinfezione: “disinfettare” significa igienizzare ma in modo più profondo, ovvero eliminando quasi il 99% dei batteri presenti su una superficie. Igienizzare elimina molti batteri, disinfettare invece li asporta quasi tutti.  

  • Sanificazione: “sanificare” significa eliminare gli agenti patogeni da una superficie o altro. La sanificazione si attua usando prodotti chimici detergenti. 

Se invece si vuole ottenere una depurazione completa bisogna sterilizzare: con la sterilizzazione, usata in campo medico, ad esempio, si eliminano infatti il 100% dei batteri, per un’igiene completa e profonda.

Secondo quanto dichiarato dall’OMS, e successivamente riportato dal Ministero della Salute, il Covid-19 è un virus RNA, estremamente contagioso ma il più debole che possa esistere. Si tratta di un virus labile, ha una pellicola attorno proteica che viene distrutta dai saponi, dal cloro, dall’alcool. 

Nella circolare del 22 febbraio diffusa dal Ministero della Salute sono presenti le misure di igiene da mettere in atto nei propri locali anche laddove siano state presenti persone contagiate da coronavirus. 

Citando testualmente:
l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago”;

nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione."

In molti, pertanto, si stanno attrezzando con prodotti “artigianali”. L’alcool in questo momento però, come ben sappiamo, è difficile da trovare, ma soprattutto difficile da utilizzare nella preparazione di un disinfettante fai da te. Per tale ragione, il prodotto sanificante per eccellenza è il sapone. 

Il problema dei prodotti sopracitati, però, è che non possono rimanere a contatto con le superfici ma devono essere risciacquati. Se, come imposto dall’OMS e dal Ministero della Salute, il luogo di lavoro deve essere sanificato dopo il passaggio di ogni cliente, pena la multa (in caso di controllo) o, la denuncia in caso di contagio (come sopra detto)… l’utilizzo di un detergente spray che non necessita il risciacquo sarebbe l’ideale.

Ti consigliamo l'uso del CTX-70 SURFOSAN, da poter inserire comodamente in appositi spray così da nebulizzarlo facilmente sulle superfici di lavoro.

Domenica Lunedi Martedì Mercoledì Giovedi Venerdì Sabato Gennaio Febbraio Marzo Aprile Può Giugno luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre